A luglio le gare, a ottobre le prime opere. Sono queste le prossime tappe che l'Expo di Milano affronterà dopo l'assemblea generale del Bie e dopo la visita di fine giugno del segretario generale del Bie, Vicente Loscertales, che continua a seguire con sguardo attento i lavori della società guidata dall'ad Giuseppe Sala e il dialogo fra i vari soci dell'Esposizione universale di Milano.
"L’incontro con Loscertales è stato importante perché ci ha dato modo di dare elementi certi di valutazione per tranquillizzare il Bie sul rispetto della tabella di marcia che ci siamo dati. Da parte sua il segretario generale ha ribadito che il nostro progetto prosegue nel rispetto delle linee contenute nel dossier di registrazione", ha commentato Sala. Il segretario del Bie, che ha incontrato separatamente il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, e il presidente della provincia di Milano, Guido Podestà, da parte sua si è detto soddisfatto perché si è sbloccato l'impasse sui terreni. "Senza i terreni c'era un problema di credibilità. I paesi davano l'adesione all'esposizione senza avere certezze. La società Arexpo è la soluzione ideale. Ora la priorità è il lancio della prima gara entro luglio e l'inizio dei lavori in ottobre". Da Loscertales, poi, sono arrivati anche un appello per chiedere che venga eliminato il tetto del 4% per le spese di gestione di Expo spa sul totale dei fondi disponibili, e un'ammonizione ai soci, che devono parlare in modo univoco e chiaro, anche per spronare un maggior coinvolgimento dei cittadini, che è "fondamentale per il successo di Expo".
Sull'utilità di Arexpo si è speso anche Formigoni, che di questa soluzione è stato il grande promotore: "Arexpo ha messo in sicurezza i terreni, garantisce la loro disponibilità per Expo e la loro proprietà pubblica. Vi è pieno accordo con il sindaco Pisapia per l'ingresso del Comune nella società". Non è però ancora chiaro con che quota: sempre in occasione della visita di Loscertales, Pisapia ha spiegato che in nessun documento ufficiale di Palazzo Marino è scritta quella quota del 51% ipotizzata quando ai vertici del capoluogo lombardo c'era ancora Letizia Moratti. "Di una quota del 51% non ho trovato traccia nei documenti del Comune, solo un appunto. Non è importante avere il 51% ma essere determinanti nella governance", ha chiosato incontrando i giornalisti.
Restano, poi, da definire le quote di Provincia e comune di Rho, che vorrebbe una quota maggiore allo 0,7% ipotizzato in cambio del conferimento dei terreni di sua proprietà. Rimane aperto anche il problema delle quote della società: in un incontro che si terrà nei prossimi giorni, Podestà incontrerà il premier Silvio Berlusconi per cercare di ottenere un provvedimento ad hoc che permetta all'ente di far fronte agli investimenti dell'Expo considerando i vincoli posti dal patto di stabilità.