domenica 5 febbraio 2012
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Arriva il master plan dell'Expo: un orto botanico per il mondo

Palazzo Reale di Milano, sala Otto Colonne, un orto botanico con tutti i prodotti e le culture del mondo. È stata questo ed altro la presentazione del "concept master plan" dove, in una stanza gremita di persone, Lucio Stanca, amministratore delegato di Expo 2015 Spa, supportato dalle istituzioni locali e da tre membri della Consulta degli architetti che lo ha realizzato ha presentato al pubblico il masterplan dell'esposizione universale del 2015. Un progetto che, secondo quanto affermano le stesse persone che lo hanno realizzato, è improntato ad alcune precise linee guida: la sostenibilità', la flessibilità, l'accoglienza, e ovviamente il tema "Nutrire il pianeta, energia per la vita".

Per illustrare le linee guida elaborate si sono succeduti sul palco, oltre allo stesso Stanca, il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, il sindaco di Milano, Letizia Moratti, il presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà, quello della Camera di Commercio, Carlo Sangalli, e tre membri della Consulta degli architetti, fra cui il milanese Stefano Boeri, che ha guidato i lavori. Sono stati proprio gli architetti a scendere più nel dettaglio nella descrizione di quello che dovrà essere il sito per l'Esposizione del 2015: e così hanno raccontato la loro idea di un parco botanico planetario che riproduca in cinque zone tutti i climi del mondo. "Ci saranno le zone temperate, calda e fredda, quelle tropicali, secca, umida e asciutta", svela Boeri. "E ogni paese avra' il suo pezzetto di suolo da coltivare. Saranno tutti della stessa dimensione, indipendentemente dall'importanza geopolitica". L'area sarà organizzata lungo due assi perpendicolari, come le antiche città romane con il cardo e il decumano, e quel terreno di oltre un milione di metri quadri a nordovest di Milano vivrà attorno a un boulevard paragonabile agli Champs Elysee, lungo 1400 metri e parallelo al Sempione.

Sara' qui che sorgera' la tavola dove tutti i paesi del mondo (ma anche i visitatori dell'Expo) potranno sedersi per riposare, ma anche per osservare le reciproche culture e i prodotti tipici che saranno preparati in loco, nelle campiture di terreno a disposizione di ogni paese, che vi esporra' la propria filiera alimentare. Un grande orto botanico planetario dove Milano vuole riportare tutte le coltivazioni e i prodotti alimentari del pianeta. Bandita la parola monumento, abbandonata l'idea di creare strutture gigantesche e imponenti, l'Expo 2015 di Milano punta a creare un paesaggio di monumentale leggerezza e naturale bellezza.Circondato d'acqua, con una collina ricavata dai materiali di scavo e un teatro sulle orme degli anfiteatri greco-romani. Al bando la vanità architettonica, tutti i Paesi espositori avranno stand delle stesse dimensioni, senza sovrastrutture in cemento ma coperti da grandi tende.

E poi ci sarà il recupero delle 70 cascine comunali che circondano Milano e la cinturano, per riprendere a parlare di agricoltura di prossimità e magari, come auspica Stefano Boeri, per ospitare i giovani con modalità simili al bed&breakfast. "Non si tratta per ora di un piano definito - spiega, quasi a schernirsi, Stanca - Si tratta di una guida, di una visione". O addirittura "di un sogno", come aggiunge il sindaco Moratti, che per prima ha parlato di Expo. Un sogno che secondo il presidente Formigoni deve "comunicare bellezza, perche' noi vogliamo un'Esposizione che sia un'esperienza, dove non si venga semplicemente per vedere". Un Expo che, continua Formigoni, "rinnovi i nostri valori e le nostre tradizioni davanti alle sfide del futuro".