martedì 7 settembre 2010
masterplan

Arrivano dossier e masterplan, Expo ora fa sul serio

 

E un primo capitolo è chiuso. Con la presentazione del dossier di registrazione al Bie, arrivata qualche giorno in anticipo sulla tabella di marcia nonostante un imponente e certosino lavoro da 552 pagine e 10 capitoli, e con la presentazione del masterplan del sito espositivo alla città di Milano in uno dei suoi luoghi simbolo, il Piccolo Teatro, si è chiusa la prima fase progettuale dell'Expo del 2015. “Ora passiamo alla fase realizzativa”, ha spronato Lucio Stanca, ad di Expo 2015 spa, la società che prepara l'evento.

Allo Strehler, per la presentazione del masterplan, c'erano tutti. C'erano, oltre ai vertici della società, anche quelli delle istituzioni e c'erano i rappresentanti del governo che più si sono spesi in questi primi anni di lavoro.  Sul palco del Piccolo Teatro, infatti, si sono passati il testimone Letizia Moratti, sindaco di Milano ma soprattutto commissario straordinario per un Expo da lei fortemente voluto, Roberto Formigoni, presidente di Regione Lombardia, Guido Podestà, presidente della provincia di Milano, Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio del capoluogo lombardo, e poi Michela Vittoria Brambilla, ministro del Turismo, Roberto Castelli, viceministro alle Infrastrutture, Paolo Romani, viceministro allo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni, per finire con le conclusioni di Ignazio La Russa, ministro della Difesa. Ognuno con un ruolo diverso: chi, come Castelli, a parlare di opere; chi ad affrontare l’impatto dei visitatori sull’economia nazionale e sul turismo italiano, come la Brambilla; chi, come Romani, per parlare della Rai e del nuovo centro di produzione che"costituirà una delle eredità per Milano" Oltre a loro è stato anche il momento degli architetti: chi, come Stefano Boeri, presente in sala, chi, come Jacques Herzog, con un messaggio registrato, con lo scopo comune di illustrare il masterplan e di spiegare le scelte dietro a questo "orto botanico".
 

“Quello di oggi è un ulteriore passo in avanti, in perfetto orario. Tutto questo scetticismo continua a parermi del tutto infondato” ha detto Formigoni nel suo intervento. “Una settimana fa abbiamo fatto il punto sulle infrastrutture al Tavolo Lombardia, sei giorni fa abbiamo varato la formula per l’acquisto delle aree, 4 giorni fa - ha detto Formigoni - è arrivata la firma del premier alla lettera di presentazione e ora siamo qui a presentare il Masterplan. Nonostante lo scetticismo che alcuni continuano a manifestare - ha aggiunto Formigoni - noi andiamo avanti con la consapevolezza di essere in perfetto orario. È un progetto straordinario, poetico, affascinante che migliorerà la Lombardia e attirerà ancora più turisti nel nostro Paese”. Quello presentato ha aggiunto “è un pezzo della Milano di domani, un pezzo della Lombardia nuova”. Un pezzo che lascerà delle eredità importanti: alcune, come il “Parco Expo”, 800 ettari di verde e acqua dalla Darsena a Rho-Pero, più al servizio di Milano, altre come la “Saxa Rubra 2”, ovvero il nuovo centro della Rai voluto fortemente da Romani, più al servizio di tutta la nazione.
Ma com'è il masterplan del sito? Ecosostenibile, democratico, "light touch" e "monumentale", ma in modo poetico e naturale. Così hanno tratteggiato i 110 ettari vicino al polo fieristico gli architetti che lo hanno pensato. “È un progetto di grande modernità, di grande innovazione e di grande attrazione, e ora va riempito di contenuti”, ha spiegato Stanca, aggiungendo poi che sono previsti 20 milioni di visitatori, il 30% dei quali stranieri. Un progetto organizzato attorno a due strade, come le antiche città romane, un cardo ed un decumano, o meglio ancora come un'isola circondata da un canale d'acqua, e strutturata intorno a due assi perpendicolari: la World Avenue e il Cardo della città romana. La prima -- un percorso pedonale ampio 35 metri e lungo un chilometro e mezzo -- sarà composta dalle architetture e dagli spazi immaginati da ciascuno dei 130 Paesi partecipanti, che "democraticamente" avranno tutti la possibilità di dare un contributo al tema. Perpendicolarmente alla World Avenue si svilupperà il Cardo, il secondo asse strutturante del Masterplan composto dai lotti assegnati all'Italia, alle sue regioni, città e province.   l punto di unione dei due assi, una grande piazza di oltre 4.000 mq, sarà il centro virtuale dell'intero sito e costituirà il luogo in cui il mondo e Italia simbolicamente si incontreranno.
“Questa è un'Expo 'light touch', con la mano leggera, e dopo qualche mese sparirà", ha detto nel corso della presentazione l'architetto Richard Burdett -- che ha supervisionato il progetto insieme a Stefano Boeri e Jaques Herzog --, spiegando che gli edifici saranno progettati per essere smontati, riutilizzati o riciclati, e non c'è quindi il rischio che la manifestazione lasci dietro di sé "cattedrali nel deserto”.
“Sarà perseguita la massima efficienza energetica, dalla riduzione dei rifiuti non riciclabili, all'alta percentuale di raccolta differenziata per il riciclo, alla valorizzazione energetica, dalla riduzione dei consumi, all'utilizzo dell'acqua di falda, all'energia elettrica verde e autoprodotta all'interno del sito”.