domenica 5 febbraio 2012

Dopo Kyoto: appuntamento a Copenaghen per un nuovo equilibrio ambientale mondiale

Al G8 Ambiente di Siracusa gettate le basi per rilanciare l'impegno politico internazionale: la tecnologia è la chiave per conciliare sviluppo economico e sostenibilità ambientale. Il cambiamento climatico visto come sfida globale.

Tecnologie a basso contenuto di carbonio, lotta ai cambiamenti climatici, conservazione della biodiversità, salute dei bambini. Durante il G8 Ambiente tenutosi a Siracusa dal 22 al 24 aprile i ministri di Italia, Canada, Regno Unito, Francia, Germania, Giappone, Stati Uniti e Russia hanno gettato le basi per la prossima conferenza di Copenaghen, il cui obiettivo sarà trovare un accordo internazionale per definire gli assetti globali dello scenario post-Kyoto. Le 19 delegazioni – oltre ai paesi del G8 erano presenti Cina, India, Brasile, Messico, Indonesia, Australia, Sudafrica, Corea, Egitto, Repubblica Ceca e Commissione Europea – hanno convenuto su una questione fondamentale, ovvero che la tecnologia è la chiave per conciliare sviluppo economico e sostenibilità ambientale. L’appuntamento siciliano si è così rivelato uno snodo fondamentale sulla strada per la conferenza di dicembre in Danimarca, per coinvolgere nella lotta ai cambiamenti climatici tutti i grandi soggetti mondiali che hanno un certo peso sul sistema della produzione e del consumo energetico. L’auspicio è che si giunga a un’uniformità di scelte e comportamenti che possano limitare l’impatto del clima sulle popolazioni, attraverso una riduzione delle emissioni e a un miglior uso dell’energia necessaria per lo sviluppo.

Focus del summit dei ministri è stato dunque il tema del cambiamento climatico, una sfida globale che richiede uno sforzo internazionale condiviso da tutte le parti. Lo sviluppo e la diffusione di tecnologie innovative a basso contenuto in carbonio, tra cui anche il CCS (cattura e stoccaggio della CO2), giocheranno un ruolo fondamentale per uscire dall’attuale crisi economica e finanziaria: saranno proprio i pacchetti di ripresa e di stimolo a rappresentare un’opportunità unica per favorire il passaggio alla green growth, in quanto includono investimenti sulle tecnologie low carbon che favoriscono sviluppo economico e riduzione delle emissioni. Occhi puntati anche sui servizi ecosistemici alla base della vita umana e sulla tutela della biodiversità, “forza motrice capace di promuovere la creazione di nuovi posti di lavoro e generare vantaggi economici a lungo termine”. Attualmente i cambiamenti climatici rappresentano la principale minaccia per la biodiversità: l’imperativo è intervenire con urgenza.


Di seguito riportiamo un breve riassunto delle 4 sessioni del G8 di Siracusa e i documenti ufficiali per approfondire gli argomenti.
 

Tecnologie a basso contenuto di carbonio


I ministri dell’ambiente hanno dedicato la prima sessione del G8 di Siracusa alle “Tecnologie a basso contenuto di carbonio”, da cui ci si aspettano le risposte necessarie per raggiungere gli obiettivi di riduzione dei gas a effetto serra. Attualmente queste tecnologie sono già disponibili (efficienza energetica, energie rinnovabili, biocombustibili) ma, sostengono i ministri, bisogna sostenerle con adeguati investimenti in quanto buona parte di esse non sono ancora commercialmente sostenibili. I governi, dunque, sono chiamati a prevedere incentivi pubblici per favorire la diffusione di nuove tecnologie che il mercato da solo non è in grado di supportare nelle prime fasi di sviluppo. Nabuo Tanaka, Direttore esecutivo dell’Agenzia internazionale dell’energia (IEA) ha sottolineato che “una rivoluzione globale per l’energia è necessaria se vogliamo affrontare con successo le sfide poste dai cambiamenti climatici e le tecnologie a basso contenuto di carbonio dovranno collocarsi al centro di tale rivoluzione. I pacchetti di stimolo economico adottati da molti governi forniscono un’eccellente opportunità per dare l’avvio a una crescita più pulita e più sostenibile nel settore energetico, generando posti di lavoro e competitività”. Per saperne di più sfoglia il documento ufficiale su “Tecnologie a basso contenuto di carbonio”.

Oltre alla promozione delle tecnologie già in uso, i ministri hanno definito necessario il rafforzamento degli investimenti anche nel CCS (Carbon dioxide Capture and Storage), un processo secondo cui l’anidride carbonica viene “catturata” nei processi di combustione, trasportata e successivamente iniettata nel sottosuolo per lo stoccaggio in formazioni geologiche idonee. Una tecnologia che sta riscuotendo sempre più interesse a livello mondiale in quanto è un’innovazione necessaria per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. Per saperne di più consulta la pagina dell’Eni su “Cos’è la cattura e sequestrazione geologica dell’anidride carbonica”.

Nel corso del summit, Italia e Australia hanno firmato un accordo su Cattura e Stoccaggio del Biossido di Carbonio, aderendo all’iniziativa del governo australiano di realizzare un Istituto per gli aspetti globali del CCS, il Global CCS Institute, con l’obiettivo di ridurre gli effetti dei cambiamenti climatici. Tra le attività che il centro di ricerca porta avanti, ci sono anche quelle che sostengono la realizzazione di progetti dimostrativi a scala industriale da qui al 2015, per rendere la tecnologia del CCS commercialmente disponibile entro il 2020.

 

Lotta ai cambiamenti climatici


Non esiste una ricetta unica per affrontare la sfida del clima. In una problematica di portata globale come il cambiamento climatico azioni isolate non possono portare a risultati rilevanti. Diventa quindi essenziale condividere le esperienze nazionali passate e i programmi futuri per favorire maggior coerenza e sinergia al fine di individuare ulteriori azioni necessarie per rispondere alla sfida dei cambiamenti climatici”. Con queste parole il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo ha aperto la sessione del summit di Siracusa dedicata agli “Scenari negoziali sui cambiamenti climatici”, ricordando che per raggiungere un’intesa globale a Copenaghen tutti i paesi industrializzati dovranno contribuire a ridurre le emissioni di gas serra. Il cambiamento climatico costituisce oggi una minaccia ambientale, sociale ed economica: molti paesi stanno progettando strategie e attuando misure mirate a ridurre le emissioni in atmosfera che causano l’innalzamento della temperatura terrestre. Strategie che prevedono anche l’applicazione di un prezzo al carbonio e la riduzione della deforestazione. Il Protocollo di Kyoto, entrato in vigore nel 2005, è stato un primo e forte segnale che la Comunità internazionale ha voluto dare per proteggere il clima globale e regolamentare l’emissione di sostanze inquinanti in atmosfera. Dal 2012, però, sarà necessario definire un’ulteriore strategia internazionale, perché il problema del cambiamento climatico deve essere affrontato con urgenza: il primo passo sarà la conferenza di Copenaghen dove i “grandi della Terra” si impegneranno a prendere ambiziosi accordi sul regime post-Kyoto in materia di cambiamenti climatici e riduzione delle emissioni. Per saperne di più sfoglia il documento ufficiale su “Cambiamenti climatici”.

Nel corso del summit, Italia e Sudafrica hanno firmato un accordo sui temi della protezione ambientale e dei cambiamenti climatici, che impegna i due paesi a cooperare per realizzare progetti di riduzione delle emissioni di anidride carbonica, incrementare l’uso delle energie rinnovabili, migliorare l’efficienza energetica e sviluppare bioenergia, costruzioni, trasporti e turismo ecosostenibili.

 

Conservazione della biodiversità


L’importanza economica della biodiversità è stato il tema centrale della terza sessione del summit di Siracusa, “Biodiversità: una nuova prospettiva”, con l’obiettivo di ribadire il fondamentale ruolo della varietà biologica e dei servizi ecosistemici per il benessere umano. “Giacché dalla perdita di biodiversità e da un suo utilizzo non sostenibile scaturiscono rilevanti perdite economiche – si legge nel documento ufficiale del G8 Ambiente – si rendono necessari appropriati programmi e azioni tempestive. Ma ogni futura azione politica, sia nel breve che nel lungo periodo, ha bisogno di riconoscere il valore economico dei servizi degli ecosistemi per il raggiungimento dello sviluppo sostenibile e il benessere umano. Con l’avvicinarsi dell’Anno della Biodiversità, che sarà celebrato nel 2010 con l’obiettivo di ridurre la perdita di diversità biologica, i ministri hanno posto l’attenzione sulle relazioni tra l’uso non sostenibile della biodiversità e le perdite economiche, l’instabilità del mercato del lavoro e la povertà. L’importanza della biodiversità è evidente nella diretta relazione che intercorre tra le buone condizioni ambientali e lo sviluppo dell’economia e il miglioramento della qualità della vita. Alcuni esempi? L’impollinazione delle api contribuisce per 15 miliardi di dollari alle colture statunitensi ogni anno, le salubri barriere coralline del sud-est asiatico aumentano la produttività di pesce per oltre 10 tonnellate per chilometro quadrato e ancora la silvicoltura rappresenta il 10% del Pil dei paesi più poveri e lo sviluppo del settore forestale dà occupazione a 10 milioni di persone nei paesi in via di sviluppo. Per saperne di più sfoglia il documento ufficiale su “Biodiversità”.

Nel corso del summit i ministri hanno firmato la Carta di Siracusa, un documento in cui sono presenti le linee guida per salvare la natura e che sottolinea il rilevante valore economico della biodiversità, che può contribuire al positivo superamento dell’attuale crisi globale.

 

Salute dei bambini e ambiente


La salvaguardia della salute umana come obiettivo fondamentale della protezione dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile è stato il tema centrale di questa sessione. Attualmente, nel mondo, sono diversi i rischi ambientali che mettono a repentaglio la vita di molti bambini: i problemi di salute includono la qualità dell’aria e dell’acqua e l’esposizione ai chimici e ai metalli pesanti. Già nel 1997 i capi del G8 Ambiente firmarono una dichiarazione sulla salute ambientale dei bambini, ponendo le basi per nuovi impegni finalizzati a proteggere i più piccoli dalle minacce ambientali. Ora, i ministri intervenuti al summit internazionale di Siracusa, hanno identificato diverse azioni da attuare a breve, tra cui eliminare il piombo nelle vernici e nella benzina, portare avanti studi e ricerche sulla salute dei bambini e l’ambiente che comprendano gli impatti delle sostanze inquinanti e dei metalli pesanti. Ben 53 paesi in tutto il mondo hanno intanto adottato un piano strategico di azione basato su priorità condivise per la salute dei bambini e dell’ambiente. Per saperne di più sfoglia il documento ufficiale su “La Salute dei bambini e l’ambiente”.

 

Per ulteriori approfondimenti sul G8 Ambiente:

- vai al sito ufficiale del Ministero dell'Ambiente sul G8 Ambiente di Siracusa

- consulta il "Chair’s summary - Incontro dei Ministri dell’Ambiente di Siracusa"