Cinquantasei specchi parabolici lunghi cento metri che cattureranno energia solare per alimentare quello che sarà l’impianto solare a concentrazione termica più avanzato del mondo. Vengono in mente quegli “specchi ustori” che, secondo Galeno di Pergamo, Archimede avrebbe utilizzato, nel 212 a.C., per incendiare le navi romane che assediavano la sua Siracusa durante la seconda guerra punica. Proprio in provincia di Siracusa, a Priolo Gargallo, in omaggio al grande scienziato che per primo avrebbe sfruttato la capacità delle superfici riflettenti di concentrare la luce del sole, sta per essere completato il “progetto Archimede”. In quest’area, grazie alla collaborazione tra Enel ed Enea (l’Ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente), sorgerà la prima centrale al mondo che integra un ciclo combinato a gas e un impianto solare termodinamico totalmente a sali fusi per la produzione di energia elettrica.
Il solare termodinamico è una tecnologia che utilizza una serie di specchi per concentrare i raggi del sole su tubazioni percorse da un fluido. Questo, a sua volta alimenta un generatore di vapore, che viene utilizzato per muovere delle turbine che producono energia elettrica. Le prime esperienze, su scala internazionale, risalgono al 1984. La centrale più grande al mondo di questo tipo è negli Stati Uniti, in Nevada, mentre, per quanto riguarda l’Europa, nella sola Spagna sono in costruzione una decina di centrali.
L’innovazione del progetto Archimede, basato su una tecnologia sviluppata dall’Enea sotto la spinta del premio Nobel Carlo Rubbia, risiede in primo luogo nel tipo di fluido utilizzato nei collettori solari: una miscela di nitrati di sodio e potassio che ha la proprietà di accumulare il calore per tempi prolungati. I collettori solari (specchi parabolici e tubi ricevitori), assieme ad un generatore di vapore e due serbatoi per l’accumulo termico, uno freddo e uno caldo, formano la parte solare dell’impianto. In presenza del sole, il fluido termico prelevato dal serbatoio freddo viene fatto circolare attraverso la rete dei collettori parabolici, viene riscaldato a una temperatura di 550° e immesso nel serbatoio caldo. L’energia termica viene così accumulata e prelevata per produrre vapore ad alta pressione, che viene convogliato nelle turbine della struttura ed inviato alla vicina centrale Enel a gas a ciclo combinato di Priolo Gargallo, dove contribuisce alla generazione elettrica. Sta qui il secondo grande carattere di innovazione del progetto. È infatti la prima volta che un impianto solare termodinamico viene integrato in una centrale elettrica a ciclo combinato, le cui prestazioni ambientali verranno, di conseguenza, migliorate. In questo modo la centrale può produrre energia in ogni momento della giornata e in qualsiasi condizione meteorologica fino all’esaurimento dell’energia immagazzinata.
L’impianto sarà operativo entro l’estate del 2010, a due anni dall’apertura del cantiere. Manca quindi pochissimo ad un appuntamento con l’innovazione che vedrà nuovamente il nostro paese, insieme alle rete di piccole e medie aziende italiane che hanno contribuito allo sviluppo del progetto, in prima linea sul fronte del progresso in campo energetico.