domenica 5 febbraio 2012

Un accordo benedetto dai sindacati

 

In un momento in cui la crisi economica e finanziaria ha portato a rapporti difficili fra sindacati e imprenditori, nel caso dell’El.Ital le principali sigle, Cgil, Cisl, Uil e Ugl, non hanno avuto dubbi e si sono schierate compatte a favore dell’iniziativa della famiglia Pugliese. A via delle attività produttive, infatti, c’erano tutti e tutti, concordemente, hanno lodato l’iniziativa, grazie anche ad alcune scelte strategiche messe in campo dalla proprietà. Dentro i 10 milioni investiti senza agevolazioni statali, infatti, è presente anche una quota dedicata all’integrazione degli stipendi dei lavoratori in cassa integrazione straordinaria, per compensare la perdita salariale.

Una mossa che, assieme al piano di sviluppo dello stabilimento, ha portato a commenti favorevoli da parte dei sindacati. “Puntare sul fotovoltaico per creare nuovo sviluppo e nuove opportunità di lavoro è stato un atto di grande coraggio da parte dei vertici aziendali che non può non trovare l’appoggio delle rappresentanze sindacali”, ha spiegato Giuseppe Zaolino, della Fim-Cisl. “Sosterremo sempre le iniziative di imprenditori capaci come Massimo Pugliese”. “In un momento in cui si gestiscono solo casi di cassa integrazione – ha rimarcato Sergio Scarpa della Cgil – è davvero un sollievo prendere parte ad eventi come questi, dove si parla di salvaguardia dei posti di lavoro, ma addirittura di nuove assunzioni”. E anche i rappresentanti della Uil e dell’Ugl, Gaetano Altieri e Giovanni Cicchella, si sono detti convinti che riconvertire l’azienda al fotovoltaico sia stata “una grande intuizione senza la quale questo stabilimento si sarebbe spento. Pugliese ha ridato una prospettiva a circa 150 lavoratori e alle loro famiglie. Il tutto, avendo la sensibilità di incrementare il loro reddito, con premi di produzione elargiti con mezzi propri”. Insomma, per i sindacati l’energia pulita “è la speranza per arginare la crisi sul fronte dell’occupazione”. “Oggi stiamo assistendo alla dimostrazione che se c’è un imprenditore capace, una speranza c’è. Anche in una provincia, come la nostra, che da due anni è ferma e che ha già perso migliaia di posti di lavoro. Se c’è qualcuno in grado di metterci non solo i soldi, ma anche la faccia, ce la possiamo fare”.