sabato 19 maggio 2012

Una nuova scommessa nel segno di Pistorio

 

La realizzazione della più grande fabbrica di pannelli solari d’Europa nell’impianto catanese M6 di Stm è solo l’ultima pagina di una storia di successo iniziata nel 1980. È in quest’anno che Pasquale Pistorio, dopo una brillante carriera che lo aveva portato oltreoceano e gli aveva fatto raggiungere traguardi come la vicepresidenza di Motorola, decide di tornare in Italia e assumere la guida del gruppo Sgs.
Quando il top manager siciliano ne prende le redini, la società di microelettronica, parte del gruppo Stet-Iri, è un carrozzone a partecipazione pubblica in costante perdita. Pistorio fa piazza pulita dei dirigenti ritenuti non all’altezza e ottiene dai sindacati un accordo sul pieno utilizzo degli impianti su tre turni, e non più su uno solo. Col tempo, la produttività e la situazione finanziaria dell’azienda migliorano finché, nel 1986, i francesi di Thomson Semiconducteurs non pensano che un’alleanza con i rivali italiani sia l’unica soluzione per risollevarsi da un rosso strutturale, causato, tra le altre cose, dalla sfortunata acquisizione della statunitense Mostek. Nel 1987, dalla fusione delle due società, nasce STMicroelectronics. Sotto la guida di Pistorio, ST diventa protagonista del processo di concentrazione che interessa il settore attraverso una serie di acquisizioni che coinvolgono le attività nei semiconduttori di colossi come Nortel e Alcatel. Nel 2005 il manager lascia la presidenza dell’azienda per assumere, due anni dopo, quella di Telecom Italia, allora in una delle fasi più complesse della sua storia. ST, nel frattempo, è diventata uno dei leader mondiali dell’industria dei chip e, con operazioni come l’accordo con Enel Green Power e Sharp, continua a confermare la sua capacità di raccogliere le sfide del futuro.