I progetti internazionali
Enipower, oltre che per progetti industriali, ha utilizzato le proprie conoscenze nel fotovoltaico anche per opere di cooperazione internazionale, che hanno portato i tecnici in paesi come la Mongolia o come quelli dell’Africa del Nord, fungendo da supporto alla presenza di Eni in queste zone. “Spesso – spiegano dall’azienda – i paesi produttori di petrolio o gas sono paesi poveri, che chiedono interventi a livello di realizzazione di centrali, di diffusione dell’energia elettrica nelle zone più rurali”.
Per questo, ad esempio, gli uomini di Enipower si sono spinti nelle steppe della Mongolia, per realizzare un progetto concordato assieme al ministero dell’Economia di Ulan Bator, e hanno portato, in piccoli villaggi sperduti e troppo piccoli per essere serviti dalla rete elettrica a causa degli investimenti troppo elevati, il fotovoltaico come sorgente di alimentazione. “Si trattava a volte anche di poche case, cui dare luce durante la notte e l’energia per far funzionare un frigorifero o una televisione, in modo da offrire un contatto con il mondo”. “Sono progetti – sottolineano in Enipower – che si basano sulla considerazione dei benefici portati dall’elettrificazione, che aiuta moltissimo sia la creazione di nuova ricchezza, sia i parametri relativi a mortalità, scolarità…”.
Oltre a questi esempi di cooperazione internazionale, Enipower sta anche lavorando per realizzare, all’interno di due discariche a Brindisi e a Gela, due campi da 5 megawatt ciascuno. I due progetti, che sono ancora in fase di autorizzazione, forniranno energia agli impianti presenti nei siti.