sabato 19 maggio 2012

"Il nostro impegno guarda al futuro del fotovoltaico"

 

Ingegner Milani, cosa c’è alle spalle dell’impegno di Eni nel fotovoltaico e dello stabilimento di Nettuno?

 
“Io credo che per capire questo impegno bisogno ripensare un po’ alla storia che ha portato a questo sviluppo. Lo stabilimento di Nettuno, che è nato come centro di ricerca, rappresentava la prima esperienza di questo genera in Italia ed è stato fra le prime in Europa: è stata una scommessa, in cui Eni puntava su quest’energia anche per uso interno, per utilizzarla in pompe in luoghi disagiati, su oleodotti e gasdotti di lunga portata, che hanno all’interno punti di rilancio in zone non servite, e in parte anche sulle piattaforme petrolifere”.
 
Cosa è seguito a questo primo sviluppo orientato alla ricerca?
 
“Dopo la nascita, all’inizio degli anni 80, il sito ha continuato a svolgere questa funzione e a rappresentare un punto di eccellenza italiano ed europeo, che ha vissuto contatti con paesi all’avanguardia come la Germania e con altre aziende, con confronti che hanno ampliato le competenze di tutti. Per anni, avendo forse anticipato troppo i tempi, la produzione è stata di nicchia, con le uniche vendite all’esterno del gruppo dirette verso paesi come la Germania o verso progetti esteri. Questa situazione è proseguita fino a quando è nata la consapevolezza di essere vicini al termine dello sviluppo della tecnologia basata sul silicio: di qui è derivata la scelta di non alimentare più Nettuno come centro di ricerca, ma di trasformarlo in un sito di produzione anche perché , nel frattempo, era nato il primo conto energia. Questo è successo attorno al 2006, con il passaggio dello stabilimento da Eni Tecnologie ad Eni Power”.
 
Quindi, oggi, qual è la missione?
 
“Direi che da un lato è rimasta quella originale, ovvero quella di continuare a fornire idee al gruppo Eni sugli utilizzi interni del fotovoltaico, mentre dall’altro è di rivolgersi al mercato : quest’anno avremo circa un 70% della nostra produzione che verrà venduto all’esterno di Eni, mentre solo il 30% verrà destinato ad un uso interno, per progetti come il fotovoltaico sulla mensa aziendale di Roma o sulle pompe”.
 
A livello di numeri, quanto pesa il fotovoltaico di Enipower?
 
“Il nostro obiettivo è di vendere almeno 20 megawatt di fotovoltaico all’anno: è una cifra che in termini economici non cambia di certo i nostri conti, visto che sono circa 70 milioni di fatturato. Il settore occupa, in tutto, una sessantina di persone. C’è da considerare, tuttavia, che la nostra dimensione in questo campo è poco rilevante rispetto ai grossi competitor internazionali. Sfruttando tutta la flessibilità a nostra disposizione, Enipower può produrre fino a 30 megawatt l’anno, ma deve competere con giganti da 1000 megawatt. Nonostante questo, la riteniamo una presenza importante, perché è il segnale della nostra volontà di capitalizzare l’esperienza fatta da nostre persone e di prepararci per quando, attraverso la ricerca e gli accordi con università in tutto il mondo, sarà trovata una soluzione nuova che sconvolgerà il mercato”.