Dal silicio al pannello e dal pannello all’intero impianto chiavi in mano. È questa la ricetta che Enipower, la società di Eni attiva nella produzione di energia elettrica, ha messo a punto per affrontare il mondo del fotovoltaico: una produzione che comprende ogni fase e che ha il suo cuore nello stabilimento di Nettuno, dove, fin dagli anni 80, il Cane a sei zampe ha scommesso sul solare. I 34mila metri quadrati dell’insediamento, di cui 8mila coperti, ospitano uno stabilimento che, da settembre, quando sarà ultimato il programma di rinnovo della linea, avrà una capacità produttiva installata di 30 milioni di watt.
Un traguardo importante, che testimonia la volontà di Enipower, e quindi della stessa Eni, di investire nel fotovoltaico, partendo proprio dagli sforzi fatti in passato per arrivare a risultati sempre migliori ed efficienti, senza dimenticare tuttavia quelli già raggiunti. Ancora oggi, infatti, i pannelli prodotti a Nettuno da Enipower e dalle società dell’indotto che si sono create spontaneamente attorno all’impianto laziale, vengono venduti con il marchio Eurosolare, che resta a testimonianza dell’esperienza pionieristica di Eni negli anni 90, quando vennero realizzati proprio con questo marchio grandi campi fotovoltaici come quello di Serre, vicino a Salerno.
L’attività fotovoltaica di Eni è passata in Enipowerormai da 4 anni, durante i quali le attività di ricerca e sviluppo sono state lasciate ad altre società del gruppo, mentre si è scelto di focalizzarsi sulle attività di produzione, rispondendo alle mutate richieste del mercato. Il cambiamento, infatti, è avvenuto anche in considerazione della nascita del mercato italiano con il varo del “conto energia” e ha portato alla decisione di non limitarsi più a realizzare soltanto pannelli, quanto piuttosto ad offrire impianti “chiavi in mano”, realizzati con materiali ottimizzati, in grado di aumentarne il rendimento e la competitività economica e con moduli sottoposti a severi controlli qualitativi e di selezione per potenza elettrica.