sabato 19 maggio 2012

Responsabilità e cultura per salvare il fotovoltaico dalla speculazione

 

Giovanni Milani, amministratore delegato di Enipower, non ha dubbi nel lanciare un monito sul fotovoltaico in Italia. “Bisogna operare in maniera responsabile, utilizzando intelligentemente gli incentivi e gli spazi a nostra disposizione”.  Ovvero, come spiega il manager, evitare di sfruttare un sistema di incentivazioni generoso come quello italiano per realizzare impianti in terreni che potrebbero essere sfruttati altrimenti. “Credo non sia corretto parlare, come si sente fare a volte, di campi a terra da 100 megawatt – chiosa Milani - è un utilizzo sbagliato di un terreno che ha mille opzioni più proficue per mera speculazione. Spesso il tema del fotovoltaico è trattato con eccessiva demagogia e servirebbe un uso più intelligente che oggi non sempre avviene. Anche per questo, oltre che per riflettere il calo dei costi, io sono d’accordo con la rimodulazione del sistema degli incentivi”.
 
Secondo la visione dell’ad di Enipower, che “vede” il mercato del fotovoltaico attraverso lo stabilimento di Nettuno, gli impianti possono essere “un elemento importante” quando sono installati sui fabbricati. Questo avviene non solo perché così facendo si utilizza un terreno già occupato, ma anche perché contribuisce alla diffusione di un certo tipo di cultura energetica. “Come Enipower - spiega -,  quando non costruiamo impianti molto grandi, lavoriamo soprattutto con piccole e medie imprese che vogliono installare nelle loro aziende campi da 10 a 100 kilowatt. In questo caso, chi si trova sul proprio capannone un impianto da 50 kw, diventa anche un propagatore di cultura sul risparmio energetico: quando viene fatto bene, il fotovoltaico è un elemento di arricchimento”.
 
È anche per questo che l’azienda del gruppo Eni ha realizzato progetti per l’utilizzo del fotovoltaico, “anche nell’ottica di farlo in modo sostenibile, senza consumo di suolo, sfruttando i tetti delle palazzine o puntando sul fotovoltaico per utilizzare aree che non potrebbero essere rese proficue altrimenti, come per esempio su vecchie discariche”, o come possono essere edifici funzionali a Eni, come la mensa aziendale di Roma o le pompe.