L’Italia, storicamente, è stata fra i pionieri della geotermia, con la prima centrale costruita addirittura nel 1904. Anche per questo Ikea ha scelto di sfruttare questo vantaggio “strutturale” del nostro territorio nella costruzione e nel rifornimento energetico dei suoi centri commerciali, partendo da quello di Corsico, il secondo aperto in provincia di Milano, e rilanciando con Parma, Rimini, San Giuliano (Milano) e Collegno (provincia di Torino).
Gli impianti di geoscambio, sia a ciclo aperto come in Piemonte che a ciclo chiuso come negli altri tre casi, sono in grado attraverso l’ausilio di pompe di calore, di estrarre o cedere calore da un sistema per riscaldare o raffreddare il negozio in funzione delle reali necessità climatiche. Nel caso degli impianti a ciclo chiuso il sistema è costituito dal suolo e lo scambio termico viene veicolato attraverso l’acqua contenuta in tubi chiusi inseriti nel suolo sino a decine di metri di profondità. Per gli impianti a ciclo aperto lo scambio termico avviene invece con l’acqua prelevata direttamente dal suolo, tramite l’ausilio di idonei pozzi di emungimento. Ciascun impianto è in grado di coprire la base del profilo di raffrescamento del proprio negozio e consente di soddisfare la quasi totalità del massimo carico di riscaldamento invernale. A Parma, ad esempio, l’impianto ha una potenza di circa 1200 kw termici e di altrettanti kw frigoriferi: l’impianto, realizzato da GroundHeat Systems International con la collaborazione di Agenzia Parma Energia, è stato realizzato nell’arco di sei mesi ed è basato su 213 geosonde situate sotto il parcheggio esterno, che arrivano fino ad una profondità di 146 metri, è uno dei più grandi d’Europa e potrebbe fornire un risparmio pari a 2.000 barili di petrolio in 12 mesi di attività.
A Corsico, invece, le sonde sono 304, ma la profondità è minore, e si attesta fra gli 87 e i 125 metri, con scambi veicolati da tre pompe di calore. In questo caso i risparmi dovrebbero attestarsi attorno al 50% dell’energia elettrica necessaria e dovrebbero consentire un ritorno degli investimenti in pochi anni. A Torino, invece, gli scambi sono basati su 7 pozzi di emungimento, che prelevano l’acqua a 45 metri di profondità e, oltre che dimezzare la quantità di energia che è necessario acquistare dall’esterno, permette di risparmiare circa 800 tonnellate di CO2 l’anno.
A San Giuliano, il terzo negozio attorno al capoluogo lombardo, gli impianti presenti in saranno in grado, nell’arco di due anni, di produrre in loco circa il 90% del fabbisogno di energia del punto vendita. In particolare tutto il fabbisogno termico e frigorifero necessario a riscaldare e raffreddare sarà soddisfatto da energia prodotta dagli impianti di geoscambio e trigenerazione. Le necessità di energia elettrica saranno invece coperte in gran parte dall’impianto di trigenerazione e da quello fotovoltaico: parliamo del 70/80% del totale a seconda della stagione, in quanto i pannelli producono di più in estate. La restante energia elettrica non prodotta in loco sarà acquistata dal Consorzio idroenergia, di cui Ikea fa parte, e che proviene totalmente da fonti rinnovabili. Il negozio di San Giuliano Milanese, poi, si segnala anche per il capitolo mobilità: oltre alla navetta per arrivare, per il trasporto delle merci i clienti potranno noleggiare un furgone elettrico, da ricaricare nel parcheggio Ikea dove saranno disponibili gratuitamente due postazioni per la ricarica di tutti i veicoli elettrici.