Il 2012 sarà l’anno dell’auto elettrica, nel bene o nel male. È quanto emerge da un convegno, “L’auto elettrica ama il green”, che si è tenuto a fine gennaio a Milano, organizzato in prima persona dall’assessorato Mobilità e ambiente del capoluogo lombardo, che ha puntato con decisione sull’auto elettrica già negli anni scorsi.
Se da qui al 2020, per ogni cinque nuove auto ce ne fosse una elettrica, l'Italia si troverebbe con una flotta composta per il 10% da vetture che non emettono smog o gas serra, ottenendo un risparmio di oltre 5 miliardi di litri di benzina (oggi il consumo annuale di benzina si aggira attorno ai 13 miliardi di litri). Se la nuova flotta di auto con la spina, poi, fosse alimentata con le rinnovabili invece che da centrali tradizionali, il nostro Paese abbatterebbe le emissioni di gas serra di quasi sei milioni di tonnellate, l'1,1% del totale nazionale.
A spingere per una maggior adozione dei veicoli elettrici, durante l’anno, ci saranno diversi fattori, sia nazionali che locali. Da un lato, infatti, l’aumento del costo della benzina, che sta salendo verso i 2 euro al litro, e la nascita di molti nuovi modelli aiuteranno la diffusione di questo tipo di vetture. Dall’altro, buona parte della richiesta di mobilità si concentra sul traffico urbano e questa tendenza si può saldare con lo sviluppo del car sharing e delle flotte aziendali elettriche, contribuendo alla diminuzione delle emissioni inquinanti. E proprio l’inquinamento presente nelle grandi città italiane, e specialmente al nord, con le multe da parte dell’Unione Europea che conseguono lo sforamento al tetto di polveri sottili, fanno pensare che queste risorse potrebbero essere utilizzate per incentivare la mobilità alternativa. Senza considerare, poi, che a Milano è da poco partita anche la cosiddetta ‘Area C’, ovvero l’obbligo di pagare un ticket per entrare in centro con le proprie vetture, sia a benzina che a diesel.