Fra gli effetti della diffusione dell'auto elettrica, oltre alla riduzione dell’inquinamento, ci sono da considerare anche altri fattori. Ecco i principali.
Occupazione: per produrre 360mila auto elettriche all’anno, senza considerare l’indotto, servirebbero circa 35mila lavoratori. Si tratta dunque di un settore di sviluppo per l’industria italiana, che potrebbe, nonostante l’attuale ritardo, reinserirsi nella corsa verso l’auto elettrica sfruttando la leadership nell’ideazione di piccole auto, le più adatte alle città, dove si concentra la maggior parte del traffico.
La spesa per il carburante: con gli attuali prezzi della benzina, per percorrere 15mila chilometri si spendono mediamente circa 2.200 euro. Con un’automobile ad alimentazione completamente elettrica, con i costi attuali dell’energia, la spesa sarebbe di circa 300 euro. Il risparmio, dunque, si posizionerebbe attorno ai 1900 euro, ovvero un taglio dell’85% rispetto alla spesa attuale, che consentirebbe di ammortizzare la maggior spesa per l’acquisto di un veicolo elettrico in meno di quattro anni, con un tasso di inquinamento molto minore.
La spinta alle rinnovabili: per alimentare una flotta elettrica pari al 10% delle macchine italiane con energia rinnovabile vorrebbe dire installare circa 6mila megawatt di fotovoltaico in più. Poiché queste installazioni avverrebbero a grid-parity raggiunta, questi impianti non godrebbero di incentivi e il peso non si scaricherebbe dunque sulle bollette dei cittadini. Si tratta di un obiettivo raggiungibile: nel solo 2011 in Italia sono stati installati 8mila megawatt..