sabato 19 maggio 2012

Il cemento trasparente di Shangai

 

In attesa dell’Expo del 2015, che porterà in Italia, a Milano, milioni di persone, Italcementi è arrivata fino in Cina per vedere come sarà l’Esposizione di Shangai. E ci è arrivata con un ruolo d’eccezione: quella di fornitrice di un innovativo cemento trasparente per la “casa” italiana nei sei mesi di manifestazione. I.light, questo il nome del materiale, sembra una contraddizione in termini, eppure il gruppo bergamasco, su richiesta del progettista Giampaolo Imbrighi e del commissario generale Beniamino Quinteri, lo ha messo a punto nei suoi laboratori di Bergamo.
Grazie all’unione al cemento di alcuni particolari additivi i ricercatori del gruppo cementizio hanno ottenuto la possibilità di miscelare al cemento alcune resine plastiche, creando così un pannello che unisce alla robustezza caratteristica del materiale cementizio la possibilità di far filtrare la luce dall’esterno verso l'interno, e viceversa. L’effetto trasparenza si coglie, dall’esterno, soprattutto nelle ore notturne, quando con il buio il “cemento trasparente” lascia filtrare le luci interne. Stando dentro il padiglione, invece, durante le ore del giorno si ha la chiara percezione delle variazioni di luminosità dell’ambiente esterno.
I 3.774 pannelli, realizzati con 189 tonnellate di “cemento trasparente”, ricoprono una superficie complessiva di 1.887 metri quadri, circa il 40% del totale del Padiglione, creando una sequenza di luci e ombre in continua evoluzione nel corso della giornata. L’effetto trasparenza si coglie, dall’esterno, soprattutto nelle ore notturne, quando con il buio il “cemento trasparente” lascia filtrare le luci interne. Stando dentro il padiglione, invece, durante le ore del giorno si ha la chiara percezione delle variazioni di luminosità dell'ambiente esterno.
Grazie alla soluzione individuata da Italcementi, per la prima volta è possibile un utilizzo industriale del “cemento trasparente”: “le resine, opportunamente inserite in questo particolare impasto – spiegano i ricercatori – hanno delle prestazioni di trasparenza migliori delle fibre ottiche, sperimentalmente utilizzate finora in questo campo, ma soprattutto costano molto meno, consentendone l’applicazione su larga scala”.
“Ogni persona è quotidianamente a contatto con il cemento. Lo sforzo della nostra ricerca è quello di renderlo un materiale più sostenibile e in grado di creare ambienti sani e nei quali è piacevole vivere, come nel caso di edifici “trasparenti” dove la luce diventa protagonista”, ha commentato con soddisfazione Borgarello.