sabato 19 maggio 2012

Il territorio come priorità

 

Il “Progetto Fotovoltaico” non è l’unico programma adottato dall’Amministrazione comunale di Reggio Emilia in favore dell’ambiente. Oltre ad aver aderito al Patto dei Sindaci – il Piano di azione per la sostenibilità lanciato nel gennaio 2008 dalla Commissione europea che prevede la riduzione, entro il 2020, di oltre il 20% delle emissioni di anidride carbonica e un forte incremento dell’efficienza energetica – il Comune sta lavorando insieme con l’Alleanza per il Clima Italia a ECO2-Regio, progetto che mira alla realizzazione di uno strumento tecnico per il calcolo delle emissioni territoriali di anidride carbonica che consenta il confronto tra diversi territori. Pratico, veloce e flessibile lo strumento elabora un bilancio di CO2 ed è in grado di fornire monitoraggi e aggiornamenti regolari. E ancora “EcoAbita”, progetto congiunto tra Comune, Provincia e Regione per la diffusione della certificazione energetica degli edifici, lo “Sportello InformaEnergia”, punto informativo al servizio della cittadinanza che raccoglie e diffonde informazioni volte a un uso efficiente, razionale e pulito dell’energia, e la cosiddetta “Rotonda Fotovoltaica” sulla tangenziale sud-est, un impianto composto da 10 strutture monoassiali (ognuna delle quali con 12 pannelli fotovoltaici) a inseguimento solare, ovvero ruotano durante la giornata restando sempre orientate verso il sole per massimizzare l’energia prodotta.

Ma il fiore all’occhiello di Reggio Emilia è senza dubbio Life “Laks” (Local Accountability for Kyoto goalS), progetto per la contabilizzazione delle emissioni climalteranti e dei gas serra e il monitoraggio dell’impatto delle politiche e delle attività locali, di cui il capoluogo emiliano è capofila. Padova, Girona (Spagna) e Bydgoszcz (Polonia) sono le altre città che partecipano al programma approvato dall’Unione europea e finanziato per il triennio 2009-2011 dalla Commissione europea. Obiettivo di Laks è quello di sviluppare una metodologia standard di misurazione dell’impatto delle politiche sulle emissioni climalteranti (in particolare la CO2) per orientare le politiche strategiche delle città europee nella lotta ai cambiamenti climatici e nel rispetto del protocollo di Kyoto. I partner creeranno un sistema di “climate accountability” per “definire azioni concrete per ridurre le emissioni nocive, adattare il proprio territorio ai cambiamenti climatici, misurare costi e benefici ambientali ed economici di tali misure e rendicontare annualmente ai cittadini i risultati ottenuti”. Reggio Emilia potrà avvalersi di due strumenti di cui si è già dotata: il Bilancio Ambientale e il Piano Energetico, secondo il quale il Comune dovrà tagliare le emissioni del 16% entro il 2012, pari a oltre 330 mila tonnellate di CO2.