domenica 5 febbraio 2012

Pannelli solari sui tetti degli edifici pubblici


Gli ultimi anni hanno visto la filiera delle rinnovabili pugliese espandersi fino a far conquistare alla regione la leadership italiana nei settori dell’eolico e del fotovoltaico. Un boom che, com’era inevitabile, ha avuto le sue ripercussioni sul territorio. Una delle principali questioni da affrontare, come evidenziato sia da diversi membri della giunta che da numerosi ricercatori e addetti ai lavori, riguarda il fotovoltaico a terra. La crisi ha infatti spinto sempre più agricoltori a concedere i loro terreni per la costruzione di nuovi impianti, una scelta – come sottolineato dall’assessore all’Ambiente Lorenzo Nicastro – che, nell’attuale congiuntura economica, risulta sicuramente più redditizia della coltivazione. Ma anche quando si parla di green economy lo sviluppo economico deve conciliarsi con la salvaguardia del territorio, e l’intensificarsi di tale fenomeno, al centro di un acceso dibattito sui media locali, potrebbe avere un impatto destabilizzante su un sistema economico, come quello pugliese, che non può e non vuole rinunciare alla propria vocazione turistica ed enogastronomica. Per trovare una soluzione a tale problematica, la Giunta Regionale pugliese ha approvato un provvedimento che consentirà a Comuni e Province di affittare le coperture degli edifici pubblici ad imprese del settore energetico perché le dotino di impianti fotovoltaici. Il ragionamento è semplice: si incentiva la costruzione di pannelli su tetti, parcheggi e pensiline per poterne avere meno sul suolo.

La disciplinare varata lo scorso 20 aprile permetterà alle aziende del settore di venire inserite nell’albo regionale dei locatari di aree e di edifici pubblici da destinare alla realizzazione di impianti fotovoltaici. Possono essere inseriti nell’albo gli imprenditori individuali (anche artigiani), le società commerciali, le società cooperative, i consorzi fra società cooperative di produzione e lavoro, i consorzi stabili, i raggruppamenti temporanei di concorrenti, i consorzi ordinari di concorrenti, i soggetti che abbiano stipulato il contratto di gruppo europeo di interesse economico, gli operatori economici stabiliti in altri Stati membri purché abilitati e iscritti al registro delle imprese delle Camere di Commercio o, se stranieri, nel registro professionale dello Stato di residenza.

Saranno le Aree Vaste, che potranno contare su un finanziamento di 75 milioni di euro (a valere sul Programma Operativo 2007-2013), a effettuare una selezione delle strutture adatte allo scopo. Gli enti locali dovranno finanziare gli interventi per il 15%, ma potranno recuperare interamente la spesa proprio grazie ai proventi dei contratti di locazione, che dovranno avere una durata minima di 20 anni e un canone annuo di almeno 12 euro per Kilowatt. La Regione si occuperà inoltre di stilare una lista degli operatori che i Comuni o le Provincie potranno utilizzare come riferimento per l’identificazione delle società da coinvolgere nelle gare d’appalto. L’elenco potrà essere consultato anche in merito a servizi di altra natura quali, ad esempio, l’illuminazione delle piazze tramite energia solare e la manutenzione di strutture già esistenti. Grazie allo strumento dell’attestato di certificazione energetica, tale sistema potrà essere infine allargato anche ad edifici privati, come industrie o condomini.