domenica 5 febbraio 2012

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Cambiamento Climatico
Il cambiamento climatico, anche detto mutamento climatico, è definito come la variazione persistente e statisticamente significativa dell’andamento medio del clima a livello globale. Sebbene nella lunga storia geologica che ha caratterizzato il nostro pianeta il clima sia cambiato molte volte in modo ciclico per fenomeni naturali (legati all’orbita della Terra, all’attività del sole, allo spostamento dei continenti, alle correnti oceaniche) oggi molti scienziati ritengono che il cambiamento climatico in atto in questi ultimi decenni sia da imputare alle attività umane che stanno alterando e modificando profondamente i delicati equilibri eco-biologici. I maggiori indiziati del cambiamento climatico sono i cosiddetti gas a effetto serra (anidride carbonica, ossido di azoto, metano), capaci di modificare sostanzialmente la composizione dell’atmosfera terrestre: in particolare gli scienziati stanno registrando l’aumento medio delle temperature globali e l’estremizzazione degli eventi climatici. Alcuni numeri degli effetti del cambiamento climatico sul nostro pianeta: dal 1993 a oggi il livello medio dei mari si è innalzato di 3.4 mm per anno contro i 2 mm per anno tra il 1880 e il 1993; tra il 1906 e il 2005 la temperatura media del globo è aumentata di 0.74°C; tra il 1850 e il 1980 i ghiacciai alpini hanno perso circa un terzo della loro superficie e metà della loro massa.


Car-pooling
Car-pooling, o auto di gruppo, è un virtuoso modello per lo spostamento urbano in cui più soggetti (si pensi ai lavoratori di una stessa azienda o agli studenti di una stessa università) si accordano per raggiungere lo stesso luogo (o luoghi limitrofi), alla stessa ora condividendo a turno l’automobile di uno di essi. In questo modo si riducono i costi del trasporto e soprattutto il numero dei mezzi sulle strade, diminuendo traffico e inquinamento.


Car-sharing
Car-sharing, o auto condivisa, è un virtuoso modello di spostamento urbano in cui un soggetto prenota un’automobile privata e la utilizza per i movimenti necessari, riportandola in seguito al luogo di prelievo o in un luogo vicino alla sua abitazione. In questo modo si paga solo l’effettivo uso fatto del mezzo: si rinuncia all’automobile privata, ma non alla mobilità.


Carbone
Il carbone è una roccia di origine sedimentaria, formatasi nel tempo attraverso l’accumulo e la compattazione di resti vegetali (in particolare legno), fenomeno che prende il nome di carbonificazione. I luoghi più favorevoli per la formazione del carbone, sulla Terra, sono pianure costiere, lagune, acquitrini delle alte latitudini ma anche le regioni calde umide. In geologia si parla di torba per carbone relativamente recente formatosi in seguito alla decomposizione lenta di vegetali e in presenza di acqua, lignite per carbone proveniente da piante arboree e di formazione relativamente recente, litantrace sub-bituminoso per carbone fossile, quello che viene impiegato principalmente per la produzione di vapore nelle centrali elettriche. Il litantrace bituminoso è il carbone per antonomasia, quello più comunemente utilizzato nel commercio internazionale per la produzione di energia elettrica.


Carbon Capture and Storage (CCS)
Per Carbon Capture and Storage (CCS) si intendono i meccanismi artificiali che consentono di catturare e sequestrare l’anidride carbonica confinandola all’interno di depositi naturali sotterranei o nelle acque marine profonde per tempi molto lunghi. L’anidride carbonica viene stoccata (ingabbiata) prevalentemente in rocce porose imbevute di acqua, ovvero acquiferi salini, in profondità. In questo modo, grazie alle tecnologie attualmente in uso che iniettano il gas nel sottosuolo, è possibile evitare l’emissione in atmosfera di anidride carbonica e quindi contrastare il fenomeno sempre più accentuato dell’effetto serra. Sebbene si possa pensare che si tratti una tecnologia recente, questo sistema viene praticato già da una trentina di anni, specie negli Stati Uniti, più per la produzione di metano che per diminuire le quantità di anidride carbonica dall’atmosfera. Secondo alcune stime dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, la CCS è in grado di tagliare le emissioni di anidride carbonica del 50%-80% da qui al 2050.


Centrale a biomassa
La centrale a biomassa è un impianto che converte l’energia termica (calore) contenuta nella biomassa in energia meccanica e quindi elettricità.


Centrale geotermica
La centrale geotermica è un impianto che converte il flusso del calore naturale terrestre proveniente dal sottosuolo in energia elettrica. I vapori profondi vengono convogliati verso apposite turbine la cui energia meccanica viene trasformata in corrente elettrica. Il vapore acqueo viene spesso riutilizzato per il riscaldamento urbano, le coltivazioni in serra e le attività termali.


Centrale elettrica
La centrale elettrica è un impianto industriale che converte energia primaria, ovvero non trasformata, in energia elettrica (quasi esclusivamente in corrente alternata).


Centrale eolica
La centrale eolica è un impianto che converte l’energia (cinetica) del vento in corrente elettrica. Per farlo utilizza degli aerogeneratori, strutture alte una cinquantina di metri con diverse pale (solitamente due o tre) lunghe 20 metri. Più aerogeneratori compongono una fattoria del vento, le cosiddette “wind farm”, in grado di produrre quantitativi di energia maggiore.


Centrale eolica offshore
La centrale eolica offshore è un impianto eolico situato solitamente ad alcuni chilometri di distanza dalla costa, di un mare o di un lago. È in grado di sfruttare le migliori condizioni delle correnti di vento e di conseguenza assicurare un rendimento maggiore rispetto agli impianti di terra.


Centrale idroelettrica
La centrale idroelettrica è un impianto che converte l’energia potenziale dell’acqua (sfruttandone la caduta dovuta a un dislivello topografico) in energia meccanica e quindi in elettricità grazie a un sistema di turbine e generatori. Il salto che l’acqua compie avviene tra una vasca di carico e l’impianto di produzione.


Centrale solare
La centrale solare è un impianto elettrico che converte i raggi solari in corrente elettrica. Attualmente ne esistono di due tipi: le centrali fotovoltaiche, che utilizzano moduli fotovoltaici disposti in serie per trasformare direttamente la luce in energia elettrica, e le centrali elettriche termiche, che immagazzinano l’energia solare attraverso dei pannelli solari che convogliano la luce in un liquido che successivamente si scalda fino a raggiungere alte temperature.


Certificazione ambientale
La Certificazione Ambientale è un riconoscimento che un’azienda può richiedere per documentare e dimostrare determinate performance ambientali (per esempio se è in regola con gli scarichi, con le emissioni, i rifiuti, ecc.).


Cogenerazione
Per cogenerazione si intende la produzione combinata e contemporanea di differenti forme di energia (elettrica e/o meccanica e termica) da un’unica fonte (rinnovabile o non rinnovabile). L’uso di un impianto di cogenerazione in un processo industriale (o in una attività commerciale), che assorbe contemporaneamente sia energia elettrica sia termica consente, generalmente, di ottenere un notevole beneficio nel contenimento dei consumi rispetto a una generazione indipendente di energia elettrica e termica e quindi una riduzione dei costi e dell’impatto ambientale. Attualmente è una delle tecnologie più efficienti per un uso razionale dell’energia. La produzione combinata di energia elettrica e calore trova applicazione sia in ambito industriale, specie nell’autoproduzione, sia in ambito civile.


Conto Energia
Il Conto Energia è uno strumento legislativo approntato nel 2005 dal Governo che incentiva la produzione di elettricità da fonte solare mediante impianti fotovoltaici a uso domestico, condominiale o industriale (i beneficiari delle tariffe incentivanti sono infatti sia persone fisiche, giuridiche, sia soggetti pubblici, condomini, edifici). Il Conto Energia non riguarda il solare termico, ma è riservato alla produzione di energia elettrica da pannelli fotovoltaici. Tra gli incentivi vi è quello per cui un privato che installa pannelli fotovoltaici e produce per conto proprio energia elettrica potrà venderla al gestore della rete ripagando così, in parte, i costi di installazione dell’impianto. Il tempo di ritorno dell’investimento viene calcolato in circa 8-10 anni. IL DM 19/02/07 (nuovo Conto Energia) è subentrato ai precedenti DM del 28/07/2005 e del 6/02/2006 in materia di incentivazione dell’energia fotovoltaica. Con questo nuovo strumento si abolisce il limite annuo di potenza incentivabile e viene introdotto un premio per impianti fotovoltaici abbinati all’uso efficiente dell’energia. Nel nostro paese sono presenti ben 31.875 impianti fotovoltaici, per una potenza di quasi 418 MW (dati GSE al 31 dicembre 2008): Lombardia ed Emilia Romagna sono le regioni con più richieste di incentivazione di impianti fotovoltaici (insieme esprimono quasi il 30% del totale nazionale). Se ci riferisce alla potenza installata, è invece la Puglia (oltre 51 MW) la regione leader a livello nazionale.