domenica 5 febbraio 2012

I

Ibridi (veicoli)
Autoveicoli dotati di un sistema di propulsione che utilizza due o più motori indipendenti, per esempio benzina/elettrico, benzina/gpl, benzina/metano, benzina/idrogeno. Attualmente il sistema più tecnologico consiste in un motore a combustione interna (termico) e uno o più motori elettrici. L’accoppiamento dei diversi motori permette a questi veicoli di consumare meno carburante rispetto a una motorizzazione convenzionale a combustione interna di pari potenza.
 

Idrogeno
L'idrogeno è l'elemento chimico (simbolo H) più leggero e abbondante in tutto l'universo. Tuttavia sulla Terra è piuttosto raro: si trova infatti in abbondanza solo nei composti come acqua, idrocarburi, sostanze minerali, organismi animali e vegetali. Negli ultimi anni il suo utilizzo è aumentato, specie per la produzione di combustilbili alternativi: il motivo principale è dovuto al fatto che l'inquinamento prodotto dall'idrogeno è quasi nullo. L'idrogeno, però, non può essere considerato una fonte primaria di energia (infatti non esistono giacimenti di idrogeno), bensì viene definito un "vettore energetico" in quanto è un buon sistema per accumulare o trasportare energia. Per contro l'idrogeno può essere prodotto sia da fonte fossile sia da fonte rinnovabile sia da fonte nucleare. L'idrogeno è attualmente utilizzato nei motori a combustione interna (sono già in commercio alcuni modelli di auto che bruciano idrogeno), nelle celle a combustibile (sistemi capaci di convertire l'energia chimica di un combustibile direttamente in energia elettrica senza emissione di anidride carbonica) e nelle centrali termoelettriche a idrogeno (impianti che producono elettricità con alto rendimento e senza rilascio di anidride carbonica).


Impatto ambientale
L’impatto ambientale è l’insieme degli effetti che un’opera (impianto industriale, centrale energetica, strada, ecc.) produce sul territorio circostante, provocando alterazioni o perturbazioni del sistema naturale (non necessariamente negative). Secondo la norma ISO 14001/96 si tratta infatti di una “qualunque modificazione dell’ambiente, negativa o benefica, totale o parziale, conseguente ad attività, prodotti o servizi di un’organizzazione”.


Impianto fotovoltaico
Un impianto fotovoltaico consente di trasformare direttamente la luce del sole in energia elettrica, sfruttando l’effetto fotovoltaico. È costituito da un generatore (insieme di pannelli collegati in serie) e da un sistema di condizionamento e controllo della potenza (trasforma la corrente continua in corrente alternata). Per ottenere prestazioni ottimali da un impianto fotovoltaico in termini di produzione di energia elettrica è bene esporre correttamente i pannelli al sole. In Italia il massimo dal sole si ottiene nelle regioni del sud e con una inclinazione dei pannelli di circa 35°.


Impianto solare termico
Un impianto solare termico consente di trasformare la luce del sole per riscaldare l’acqua da usare per usi igienico-sanitari. A differenza di un impianto fotovoltaico, l’impianto solare termico sfrutta le proprietà di fluidi termovettori e superfici assorbenti-riflettenti.


Impronta ecologica
L’impronta ecologica viene definita da William Rees “come l’area totale di ecosistemi terrestri e acquatici richiesta per produrre le risorse che la popolazione umana consuma e per assimilare i rifiuti che essa stessa produce”. L’impronta ecologica è dunque un indicatore che misura l’impatto pro capite che ogni essere umano ha sull’ambiente e sulle risorse, a livello locale, regionale e mondiale. Secondo i dati scientifici del WWF, che utilizza dal 2000 questo metodo per calcolare l’impatto di ognuno di noi sulla Terra, l’impronta ecologica dell’umanità è di 2,2 ettari globali pro capite: questo significa che ogni individuo dovrebbe avere a disposizione 2,2 ettari di territorio biologicamente produttivo da utilizzare. In Italia, per esempio, siamo a 4,2: se tutti gli esseri umani avessero una impronta ecologica pari a quella degli abitanti dei paesi più sviluppati, non basterebbe un solo pianeta per sostenerla (fonte: WWF, Living Planet Report).


Indicatori ambientali
Gli indicatori ambientali sono dei parametri statistici di riferimento che danno informazioni sull’ambiente, “pesando” quantitativamente l’impatto delle attività umane su di esso. Generalmente si parla di Indicatori di stato (relativi alla qualità dell’ambiente in tutte le sue componenti), Indicatori di pressione (relativi alla pressione esercitata dalle attività umane sull’ambiente) e Indicatori di risposta (necessari a prevenire o mitigare gli impatti negativi dell’attività umana).


Indice di Sostenibilità Ambientale
L’Indice di Sostenibilità Ambientale (Environmental Sustainability Index) è una misura del progresso di un paese verso la sostenibilità e la tutela dell’ambiente. Sviluppato dalle Università Yale e Columbia, l’indice è il risultato di una serie di parametri e variabili socio-economico-istituzionali, tra cui la qualità dell’acqua, lo stato degli ambienti, la popolazione, le specie minacciate, la quantità di foreste. Valori alti dell’indice indicano un positivo livello di sostenibilità ambientale.


Inquinamento atmosferico
L’inquinamento atmosferico è un fenomeno, sia naturale sia di origine antropica, che comporta la presenza in atmosfera di sostanze che causano un effetto misurabile sull’essere umano, sugli animali, sulla vegetazione o sui diversi materiali. Si parla di inquinamento perché tali sostanze solitamente non sono presenti nella normale composizione dell’aria, oppure sono a un livello di concentrazione inferiore. I principali inquinanti atmosferici sono l’anidride carbonica e il biossido di zolfo (e in generale i composti di zolfo, azoto e carbonio). Secondo gli studi scientifici l’incremento delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera è pari al 2.1% annuo. La modifica della composizione fisica dell’atmosfera altera gli ecosistemi e le condizioni ambientali, le risorse naturali, la salubrità dell’aria nonché costituisce un pericolo per la salute dell’uomo e degli animali. Con la delibera del CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) del 19/11/1998 l'Italia ha adottato le "Linee guida per le politiche e le misure nazionali di riduzione delle emissioni di gas serra"documento attraverso il quale si stabiliscono obiettivi e misure di riduzione delle emissioni per il periodo 2008-2012.


IPCC-Comitato Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici
L’Intergovernmental Panel on Climate Change, è un organismo nato nel 1988 dalla World Meteorological Organization e dallo United Nations Environment Programme aperto a tutti i membri delle Nazioni Unite per lo studio del cambiamento climatico in atto sul nostro pianeta. Nello specifico il comitato intergovernativo (che non svolge ricerca ma tiene conto della letteratura scientifica) valuta le informazioni scientifiche, tecniche e socio-economiche per comprendere le basi del rischio dei mutamenti climatici indotti dall’uomo, i loro potenziali impatti e le opzioni di adattamento e mitigazione.