A Oslo, dall'inizio del 2010, il trasporto pubblico metterà sulle strade degli autobus alimentati con metano prodotto in un depuratore alle porte della capitale norvegese sfruttando i "residui solidi della digestione". Un progetto da 4,8 milioni di euro che si ripagherà in tre anni.
Dal prossimo gennaio, ad Oslo correranno degli autobus molto speciali. Accorgersene forse non sarà facile, perché in apparenza cambierà poco o nulla e sembreranno normali autobus a metano. Ma in realtà, il carburante che utilizzeranno sarà prodotto sfruttando niente di più che “i residui solidi della digestione” di 290mila abitanti. Ovvero, invece di scaricare nelle fogne, i rifiuti organici di parte dei residenti nella capitale saranno dirottati nel depuratore di Bekkelaget, che sarà trasformato in una sorta di raffineria, in grado di ricavare, grazie a tecnologie di punta, fra cui lo scrubbing, otto litri di biocarburante per abitante.
“Abbastanza per far andare 80 autobus per 290mila chilometri ciascuno”, spiega orgoglioso Ole Jakob Johansen, portavoce ufficiale del progetto varato nel 2007. Un progetto che si ripagherà, teoricamente, in tre anni. Già, perché la giunta della città norvegese non ha avuto dubbi: si è trovata davanti due proposte, una dal costo di 1,9 milioni di euro, capace di realizzare in un anno 17 gigawatt di elettricità e 440mila euro di ricavi, e una da 4,8 milioni che avrebbe consentito di produrre metano sufficientemente raffinato da poterlo usare per i mezzi pubblici. “Non ci sono state esitazioni – racconta Johansen – Il preventivo era un po’ ottimista, visto che all’epoca il biodiesel veniva venduto a 1,25 euro al litro, mentre ora costa circa 1,10 euro”.
Che sono comunque sufficienti per ripagare tutti i lavori al depuratore e per trasformare qualcosa che generalmente viene considerato solo un rifiuto in una risorsa. “Tanto più che Bekkelaget di energia ne consumava un sacco, soprattutto per essiccare i rifiuti e trasformarli in concime”, continua il portavoce. Insomma, una soluzione economica e a impatto zero. Anzi, a impatto positivo, visto che coi nuovi lavori, che termineranno a giorni per iniziare la produzione a metà dicembre e la distribuzione a gennaio, le emissioni di gas serra saranno diminuite e la qualità di acqua e aria migliorata.
Ma cosa succederebbe se una soluzione simile fosse applicata, per esempio, a Milano? Otto litri di biodiesel a testa per 1,3 milioni di abitanti significherebbero circa 10milioni e 400mila litri di carburante. Abbastanza per far correre 300 autobus per 100mila chilometri l’uno, utilizzando una fonte di energia rinnovabile e potenzialmente inesauribile.