Cosa si intende per Sviluppo sostenibile?
“Sviluppo che garantisce i bisogni del presente senza compromettere le possibilità delle generazioni future di fare altrettanto”. Questa la definizione di sviluppo sostenibile fornita dal Ministero dell’Ambiente. In poche parole una crescita (economica) rispettosa dei limiti ambientali. L’obiettivo di uno sviluppo compatibile con l’equità sociale e gli ecosistemi, è perseguibile con la protezione del suolo agricolo, il rimboschimento, il controllo demografico, la riduzione dell’inquinamento, l’efficienza nell’uso dell’energia e lo sviluppo delle energie da fonti rinnovabili. Pertanto, risulta necessario modificare progressivamente i nostri modelli attuali di consumo e di produzione.
La nascita del concetto...
Sebbene si possa pensare che si tratti di un pensiero recente, il concetto di sviluppo sostenibile nasce alcuni decenni fa dalla convinzione che una crescita attenta all’ambiente non è perseguibile senza un profondo cambiamento degli attuali modelli di sviluppo e dei rapporti economico-sociali. Già negli anni ’70 emerge la consapevolezza dell’importanza delle risorse naturali, da tutelare con azioni strategiche, e il fondamentale ruolo della natura nell’economia. A Stoccolma, nel 1972, durante la Conferenza delle Nazioni Unite sull’Ambiente Umano viene così formulata una dichiarazione recante 26 principi su diritti e responsabilità dell’uomo in relazione all’ambiente.
1980: la Strategia mondiale per la conservazione
Ma è negli anni ’80 che il ruolo dell’ambiente nei piani di sviluppo diviene sempre più centrale. La crescita economica deve conciliarsi con una più equa distribuzione delle risorse: è questo il primo concetto di sostenibilità dello sviluppo che emerge nella Strategia Mondiale per la Conservazione (1980), nella quale si legge che “Per affrontare le sfide di una rapida globalizzazione del mondo una coerente e coordinata politica ambientale deve andare di pari passo con lo sviluppo economico e l’impegno sociale”.
1987: il Rapporto Brundtland
Tuttavia, la prima definizione di sviluppo sostenibile viene data nel 1987. Nel Rapporto Brundtland, dal titolo “Our Common Future”, si asserisce che lo sviluppo sostenibile è “uno sviluppo che risponde alle necessità del presente, senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie esigenze”.
Leggi l'Executive Summary del Rapporto Brundtland "Our Common Future"
1992: il summit a Rio de Janeiro
La comunità mondiale si riunisce poi nel 1992 a Rio de Janeiro per la Conferenza delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo Vertice della Terra. In questo caso la definizione viene in parte modificata, pur attenendosi ai principi originari, nella seguente: “Development that meets the needs of the present without compromising the ability of future generations to meet their own needs” ovvero “Per sviluppo sostenibile si intende un miglioramento di qualità della vita, senza eccedere la capacità di carico degli ecosistemi alla base”. È qui che i Paesi aderenti capiscono che bisogna prendere atto, in modo serio, delle problematiche ambientali e affrontarle in maniera universale, con il coinvolgimento e la collaborazione di tutti gli stati.
Leggi il Rapporto della Conferenza delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo
2002: i "grandi della Terra" si riuniscono a Johannesburg
Negli anni successivi si tengono varie conferenze europee sulle città sostenibili, fino al vertice mondiale in cui il tema centrale è lo sviluppo sostenibile. Le Nazioni Unite organizzano un incontro a Johannesburg (2002) con un concreto obiettivo comune: affrontare le nuove sfide in favore di uno sviluppo che coniughi aspetti economici, sociali e ambientali, assicurando equità e prosperità anche per le generazioni a venire.
Leggi il Rapporto del summit di Johannesburg sullo Sviluppo sostenibile
Più recentemente il Consiglio Europeo ha definito la nuova strategia per lo sviluppo sostenibile. Questa dovrebbe basarsi su democrazia, parità di genere, solidarietà, libertà e pari opportunità per tutti. E, allo stesso tempo, si prefigge di migliorare la qualità di vita a livello planetario sia per le generazioni presenti che quelle future. In che modo? Creando comunità sostenibili che gestiscano le risorse in maniera efficace.